Scrivere il mio primo libro

La maggior parte della gente pensa che scrivere un libro sia semplice. Queste persone hanno una visione irreale dello scrittore. Se lo immaginano comodamente seduto davanti al computer, con le dita che ticchettano incessantemente sulla tastiera e le idee che fluiscono come per magia. In realtà, le cose sono un po’ più complicate di così.

Era passato tanto tempo dall’ultima volta in cui avevo scritto qualcosa. Da ragazzino mi sarebbe piaciuto diventare scrittore ma poi, lo sappiamo, spesso la vita va in altre direzioni e i nostri sogni rimangono tali. Quando ho vissuto l’esperienza con Deborah, una donna narcisista patologica, dopo un po’ dalla fine della nostra storia ho sentito il bisogno di buttare fuori tutto quello che avevo dentro e di metterlo nero su bianco. Certo, l’ho fatto per me, forse un tentativo più o meno inconscio di elaborare e processare l’accaduto, ma anche per gli altri. Il mio scopo, in questa vita, è proprio essere d’aiuto per gli altri. Se la mia storia, raccontata nel mio romanzo d’esordio “Amore malato – quando Narciso è donna”, può aiutare anche solo una persona a riconoscere un narcisista patologico nel partner, e a liberarsene, sarò sicuramente molto felice al riguardo. 

Come ho scritto il mio romanzo d’esordio

Non ci sono state bacchette magiche, niente trucchi, ma tanto sudore e tanta fatica. Forse, in un certo senso, sono partito svantaggiato proprio perché negli ultimi anni non ho mai dedicato il giusto tempo alla scrittura o alla lettura, ma quando mi sono messo in testa di scrivere della mia relazione con Deborah ho cambiato atteggiamento mentale e la struttura delle mie giornate, per ritagliarmi del tempo per leggere e scrivere. Spesso si sente dire che, per diventare bravi scrittori, bisogna leggere e scrivere tantissimo, e penso che sia vero. Narrare, come nel mio caso, di una storia vera e che, al tempo, ha lasciato delle cicatrici in me è ancora più difficile rispetto allo scrivere un libro completamente frutto della fantasia perché bisogna mettere in conto i dolori del rivivere certi momenti. Questi dolori, però, mi hanno reso più forte, più capace di processare l’accaduto e penso che siano riconoscibili anche nel testo. Ho voluto far sì, infatti, che il libro sia ricco di anima ed emozione, perché, in fondo, la vita non  è fatta di sentimenti?
Dunque mi sono seduto regolarmente davanti al computer, a volte ho fissato la schermata per ore, altre volte scrivevo come di getto. Ho cestinato diverse pagine, ho corretto mille volte tutte le altre. A volte mi sentivo esausto, come se avessi corso per giorni, altre volte così carico e adrenalinico.
Quello che è sicuro è che scrivere un libro richiede energia, passione, dedizione, tempo e anche tanta tecnica. Parlerò nuovamente di come “Amore malato – quando Narciso è donna” ha visto la luce, ma a chiunque stia pensando di provarci dico: fatelo! Fatelo sapendo che la scrittura deve partire da dentro di voi, che sarà un percorso a volte bellissimo e altre volte così difficile da spingervi a chiedervi, “ma chi me l’ha fatto fare?”. Una cosa che posso dire con certezza è che, se ripenso alle notti in cui avrei voluto mollare tutto, adesso stringo fra le mani il frutto del mio lavoro, leggo le recensioni positive, vedo persone in tutta Italia che ne parlano e non posso fare a meno di sorridere e sentirmi orgoglioso di me.

Grazie per seguirmi e, se volete contattarmi, per raccontarmi la vostra storia, o semplicemente per fare due chiacchiere, vi aspetto con piacere. aledia.scrittore@gmail.com

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